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LA STORIA



Anche le formiche nel loro piccolo s’ incazzano ……….

La nostra storia nasce quando Claudia e Marco genitori della piccola Giulia vengono in possesso del nuovo “CAPITOLATO SPECIALE PER L’AFFIDAMENTO A TERZI DEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SOCIO-DIDATTICA A FAVORE DI NON VEDENTI O AUDIOLESI” per il triennio 2008 – 2010 e come spesso accade capiscono che la misura è colma, invece di migliorare il servizio ai bambini, già precario e incompleto, viene da capitolato peggiorato. Decidono che è ora di fare qualcosa, che non è più possibile restare a guardare e così danno vita a una raccolta di firme tra i genitori che fruiscono del servizio per i loro figli con lo scopo di inviare una lettera di sensibilizzazione in Provincia (scarica lettera ) speranzosi che l’Amministrazione preposta al servizio di integrazione per i bambini recepisse la nostra preoccupazione aprendo così un canale di comunicazione con i genitori.

NON ABBIAMO MAI RICEVUTO UNA RISPOSTA !

Non è stato tutto inutile perché una scintilla è stata accesa, i genitori hanno iniziato a comunicare tra loro, a scambiarsi esperienze, a confrontare problematiche, solitudine, indifferenza degli enti preposti e così si è fatta strada l’idea di non disperdere questo patrimonio ma di organizzarci in una associazione che portasse avanti dai diretti interessati le necessità per i nostri figli e fosse un soggetto giuridico di fronte a quella Amministrazione che non si era nemmeno degnata di darci una risposta.

Abbiamo così inviato la seguente lettera:

Carissimi Genitori,

siamo un gruppo di genitori che fruisce, come voi, del servizio di assistenza allo studio della Provincia, tramite lettore o ripetitore a favori dei nostri figli.

La modalità di gestione di tale servizio in questi anni sta evolvendo: dalla conduzione diretta della Provincia, che affidava ai genitori l’incarico di assumere e pagare il personale, si è passati ad un incarico diretto all’Irifor (Unione ciechi). Ma da 3 anni a questa parte la Provincia emana un bando di gara per individuare il gestore, decidendo in modo autonomo le regole, ossia le modalità di svolgimento del servizio, le ore massime settimanali possibili, un budget orario generale ed altro ancora.

Occorre sottolineare che la gara di appalto, per ovvi motivi di risparmio, premia le proposte che puntano al ribasso a discapito della qualità del progetto, al pari di come avviene ad esempio per una fornitura di materiale o per un’opera di manutenzione.

Il gestore vincitore, a sua volta, in base alle proprie convenienze (chi gareggia prevede giustamente di ottenere un utile per sé), stabilisce l’ammontare dei compensi per gli assistenti, provvede al loro reclutamento e alla loro formazione e altro ancora .

In tutto questo processo non è prevista, forse perché ritenuta poco importante, la presenza a qualsiasi titolo delle famiglie, che alla fine fruiscono del servizio, e nemmeno quella dei lettori e ripetitori.

Infatti le famiglie e gli assistenti allo studio non sono stati interpellati in fase di formulazione delle regole del bando che vengono a condizionare il progetto educativo dei nostri figli (da registrare una inspiegabile riduzione delle ore settimanali da 18 a 15 e la arbitraria suddivisione dell’impegno dell’assistente tra casa e scuola senza considerare le esigenze dei singoli studenti), ma tali regole sono state apprese solo dopo la loro pubblicazione. Allo stesso modo ci è stato più volte detto dal Presidente della Unione dei ciechi che nemmeno la UIC come associazione di utenti è stata coinvolta o consultata in fase di stesura del bando.

In aggiunta a ciò, in questo periodo il vincitore del bando, un consorzio composto da Irifor, ENS e due cooperative, sta definendo una propria organizzazione interna e disponendo le regole di funzionamento per offrire il servizio in base alle istruzioni del bando. Anche in questo contesto, nonostante la presenza di associazioni alle quali molti di noi sono iscritti, è evidente l’assenza di rappresentanti delle famiglie a tale tavolo di lavoro; così come è evidente l'assenza di informazioni o comunicazioni offerte dalle stesse associazioni sulle novità o proposte che intendono mettere in campo.

Un profondo disagio è avvertito anche dai lettori e ripetitori che hanno stabilito con noi in questi anni un legame che va ben oltre la pura mansione svolta, in quanto anch’essi non hanno avuto e non hanno tutt’ora alcuno spazio e nessun dialogo con la Provincia. Un incontro con la stessa richiesto dagli assistenti è stato un completo insuccesso perché la Provincia non avverte la necessità di dialogare con loro, informando che ciò spetta al gestore vincitore del servizio.

Sempre facendo riferimento all’opera svolta dai lettori e ripetitori siamo tutti consapevoli della grande professionalità che tale mansione richieda, delle competenze necessarie in vari campi che comprendono non solo il linguaggio specifico come il Braille o i segni, ma anche conoscenze di informatica, saper mediare ed essere di collegamento tra scuola e famiglie, saper integrare in modo adeguato i nostri figli con i compagni di classe, saper rendere interessante argomenti complessi anche senza i supporti visivi o sonori, saper creare libretti tattili, saper collaborare e aiutare gli insegnati di classe e di sostegno e molto altro ancora. Noi genitori ricerchiamo persone che possiedano tutte queste competenze e riteniamo che sia fondamentale salvaguardare e tutelare coloro che hanno acquisito tali competenze negli anni, innanzi tutto con un adeguato compenso che riconosca la professionalità e che sia di stimolo per proseguire la professione intrapresa.

Da quanto detto risulta evidente che è fondamentale la presenza vigile, propositiva e attenta dei genitori in tutti questi processi. Sappiamo bene che gli impegni di lavoro e di assistenza ai nostri figli ci permettono pochi spazi e ci concedono tempi limitati . Per questo noi tutti tendiamo ad affidarci a strutture organizzate nel territorio che possano garantirci un minimo di attenzione per i nostri problemi; tendiamo a delegare a loro le nostre esigenze, forse sperando che siano ben note e che siano per loro prioritarie. Questo affidarci alle strutture associative fino ad oggi è stato per tutti positivo e lo sarà anche per il futuro, e tutti noi riteniamo di aver avuto ampi benefici ma in questo momento dove anche quel minimo di assistenza allo studio che i nostri figli avevano viene messo in discussione sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo riteniamo come genitori che dobbiamo mettere in campo un maggiore impegno per i problemi che ci riguardano direttamente, visto che chi lo ha fatto per noi in questi anni si è progressivamente “distratto” . Ecco che si rende necessario rivolgere un primo appello tutti i genitori, per mettere in campo un nuovo progetto associativo comune che possa essere un valido interlocutore tra le istituzioni e le esigenze delle famiglie .

Come fare tutto questo è il primo quesito che tutti noi ci stiamo ponendo. Un gruppo di genitori di ragazzi ciechi, ipovedenti e di ragazzi affetti da sordità ha già dato la disponibilità per cercare di ottenere nel breve periodo alcuni importanti risultati come: rimettere in discussione la riduzione di ore decise dalla Provincia, ottenere l’annullamento delle proporzioni tra attività dell’assistente tra casa e famiglia, vigilare sul rispetto dei tempi per la trascrizione dei libri, salvaguardare la professionalità degli assistenti con un salario orario dignitoso, promuovere la comunicazione tra genitori affinché non vi siano più famiglie che restano, per banale mancanza di informazioni, escluse dal servizio di assistenza allo studio.

I primi passi sono stati inviare una lettera al Presidente della Provincia chiedendo un incontro e contestando i punti del capitolato, e iniziando a sensibilizzare l’opinione pubblica con degli articoli sui quotidiani locali, per adesso è già stato pubblicato quello su Verona Fedele e siamo in attesa di quello su L’Arena.

Ulteriori progetti sono in stato embrionale alcuni anche ambiziosi come quello di diventare il punto di riferimento nei confronti della Provincia e della Regione per la formazione dei Lettori – Ripetitori, quello di essere un interlocutore affidabile e concreto nei confronti dei bisogni delle famiglie, e altri che potranno nascere con il contributo e i suggerimento di tutti.

E così è nata "I CARE" ASSOCIAZIONE FAMIGLIE DISABILI SENSORIALI ONLUS VERONA.